August 25, 2008

In questa messe di notizie e di aggiornamenti televisive, ho da segnalare quello che potrebbe diventare il vero evento del telegiornalismo 2008: il canale CURRENT, visibile al numero 130 di Sky. Presieduta da Al Gore, la rete mostra brevi documentari realizzati o da giornalisti/film-maker affermati, o da semplici cittadini. Obiettivo: fare del giornalismo fuori dagli schemi. Far vedere il mondo nella sua complessità, non sintetizzabile nelle colonne di tabloid o nei 2 minuti di un servizio al TG1. Non omologato e omologabile a niente e a nessuno. In tre giorni mi sono visto servizi sull’odio naziskin in Russia, sulla diffusione e la produzione del Crystal Meth (le metanfetamine), sulla difficoltà di gestirsi la vita per una neomamma in Italia, sui problemi delle coppie gay che hanno figli, in USA e in Italia.
Ogni volta, alla fine dei clip (chiamati misteriosamente “pod”), mi sono sentito arricchito, ma anche sottilmente arrabbiato: siamo ormai così assuefatti all’informazione “massificata”, che parla in maniera sommaria e schematica solo dei 10-15 eventi principali del giorno, che alla vista di un giornalismo diverso, vuoi sul satellite vuoi su youtube o genericamente in rete, ci sciogliamo tutti, ci sentiamo compiaciuti, senza pensare al dislivello quantitativo tra chi segue solo i telegiornali e chi si informa diversamente. Il digital divide (che è anche un cultural divide e un economic divide) si è trasformato in un baratro non solo tecnologico, ma anche di informazione, di consapevolezza, e – in definitiva – di libertà.

Ed è una constatazione amara, mentre scrivo queste righe dall’aeroporto di Fiumicino, che caricherò via UMTS sul sito di Nova100 e consegnerò all’etere, alla rete, a quella piccola fettina di mondo che ha gli occhi aperti e si ostina testardamente, caparbiamente, a mantenerli tali.